Milan, Giampaolo non si arrende: “Il 4-3-3? Non cambio. Avanti con la stessa mentalità”

Milan, Giampaolo non si arrende: “Il 4-3-3? Non cambio. Avanti con la stessa mentalità”
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E’ un periodo decisamente delicato per Marco Giampaolo e il suo Milan: i rossoneri hanno rimediato tre sconfitte in cinque partite, le ultime due consecutive. Il k.o. di Torino è stato “attutito” da una prestazione molto positiva per un’ora abbondante, ma al solito sono i risultati quelli che pesano e che hanno creato più di un malumore tra i tifosi: “Li capisco, io sento questa squadra come mia ma è soprattutto la loro squadra, con una bacheca piena di trofei. Io devo pensare al mio lavoro, ai miei compiti, a come migliorare le performance della squadra”, così esordisce il tecnico ex Sampdoria.

“I risultati pesano”

Giampaolo parla della sconfitta di Torino: “A tratti mi sono divertito, i dettagli però hanno fatto la differenza. Non siamo riusciti a fare buon filtro, ma la squadra ha giocato e col tempo acquisiva sicurezza e certezze: è mancata la gestione in alcuni momenti, oltre al fatto di non averla chiusa quando potevamo”. Insomma, il cammino sembra essere finalmente quello giusto, e i giocatori sono dalla parte dell’allenatore: “Le parole di Donnarumma? Mi ha fatto piacere, se si espone è perché ci crede”.

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Il caso Piatek

Il discorso cade poi su Piatek, ormai divenuto un vero e proprio caso: “Lui è abituato a giocare in quella posizione, è il suo habitat. Noi dobbiamo portare più giocatori possibile nella metà campo avversaria, con possesso palla. E’ anche una questione emotiva avere il controllo della partita. Leao ha le caratteristiche per giocare da esterno offensivo ma ad oggi non credo ci sia un problema di attaccanti. Nelle prime giornate non li abbiamo assistiti a dovere, mancavano le occasioni: la nostra mentalità deve essere quella di attaccare sempre”.

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Ed ecco, immancabile, il discorso relativo al modulo: “A me non piace cambiare troppo, si perdono certezze e riferimenti. Vogliamo proseguire in questa direzione, anche se a conti fatti non contano i moduli ma le caratteristiche dei giocatori come ha insegnato la Juventus di Allegri”.

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Alfonso Alfano

Appassionato di Liga e Premier League, fondatore e direttore di Tuttocalcioestero, sono assiduo "frequentatore" anche dei campi di Libertadores e Jupiler League belga.