Conte e la Nazionale, un incrocio possibile con il via libera di De Laurentiis
Antonio Conte torna nel dibattito azzurro e non solo per i suoi risultati con il Napoli. Dopo la vittoria sul Milan, il tecnico leccese ha riaperto la porta alla Nazionale, sottolineando con un pizzico di ironia che, se fosse nei panni del presidente della FIGC, si prenderebbe in considerazione. Un’autocandidatura che ha subito scaldato il dibattito attorno alla successione in panchina, amplificata dal commento del patron partenopeo Aurelio De Laurentiis.
Il presidente del Napoli, impegnato a Hollywood per la première del documentario “Again” dedicato allo scudetto del 2025, ha infatti lasciato intendere che non ostacolerebbe una chiamata azzurra. “Se Conte mi chiedesse di tornare in Nazionale? Penso che gli direi sì”, ha dichiarato con naturalezza. Parole che suonano come un’apertura concreta, anche se il contesto resta da chiarire.
Dietro l’entusiasmo, De Laurentiis ha comunque aggiunto una nota di pragmatismo: secondo lui, Conte accetterebbe l’incarico solo in presenza di un progetto federale serio e strutturato. Una considerazione che riporta al centro la fragilità organizzativa del sistema, tema su cui il dirigente insiste da tempo, arrivando a indicare Giovanni Malagò come figura ideale per rifondare la FIGC.
La riflessione di De Laurentiis: tra FIGC e Lega, serve una riforma profonda
Le parole del presidente napoletano si inseriscono in un discorso più ampio sulla crisi del calcio italiano. Per De Laurentiis, la ripartenza deve passare da una redistribuzione dei poteri: “Bisogna azzerare e rimodulare tutto, dando alla Lega la maggioranza”. Un appello chiaro a riequilibrare i rapporti tra Federazione, Lega Serie A e istituzioni internazionali, con l’obiettivo di restituire al campionato maggiore autonomia e capacità decisionale.
Dietro la possibile partenza di Conte e l’eterno tema dei poteri federali si intravede una stessa esigenza: riportare competenza e visione al centro del sistema. L’apertura di De Laurentiis, pur tra mille sfumature, segna un punto di svolta nel dialogo tra club e Nazionale, e offre un segnale di pragmatismo in un momento in cui il calcio italiano ha bisogno di figure in grado di costruire, non solo di gestire.
Brando Guidacci
Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.
