Inter, profonde riflessioni su Calhanoglu e Mkhitaryan: le ultime

Brando Guidacci

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Inter alla resa dei conti: il futuro di Calhanoglu e Mkhitaryan apre una riflessione sul cuore del centrocampo

La sconfitta nel derby ha lasciato segni che vanno oltre la classifica. In casa Inter non è solo la battuta d’arresto contro il Milan a far discutere, ma anche l’elenco crescente degli indisponibili e le valutazioni su alcuni senatori. Tra questi, il nome di Hakan Calhanoglu è tornato al centro del dibattito interno: il regista turco, ancora fermo ai box per un problema all’adduttore, sta vivendo una stagione segnata da ripetuti stop fisici che ne minano l’affidabilità.

Il terzo infortunio stagionale del numero venti apre un interrogativo scomodo: fino a che punto l’Inter può contare su un giocatore decisivo ma limitato dalla tenuta muscolare? La dirigenza di Viale della Liberazione riflette sulla necessità di anticipare le scelte estive, anche alla luce di un contratto in essere fino al 2027 ma senza segnali concreti di rinnovo. Se non arrivasse un prolungamento, la cessione potrebbe trasformarsi in una soluzione praticabile, con l’intenzione di ricavare una somma intorno ai 20 milioni di euro.

Mkhitaryan e la linea dell’età: i vertici pensano a un ricambio strutturale

Se il caso Calhanoglu richiama l’attenzione sulla tenuta fisica, quello di Henrikh Mkhitaryan riguarda invece la prospettiva anagrafica. Il centrocampista armeno, 37 anni, è apparso in difficoltà nel derby e la sua scadenza contrattuale al 30 giugno impone una decisione a breve. L’intenzione del club sarebbe quella di proporre un eventuale rinnovo solo a cifre drasticamente ridotte rispetto ai quasi 4 milioni netti percepiti oggi.

La politica di Marotta e Ausilio punta a svecchiare la mediana: nel mirino figurano profili più giovani e duttili, e non è escluso che si apra spazio per un ritorno di Stankovic dal Brugge. Nomi come Perrone e Manu Kone restano monitorati, a conferma della volontà di dare nuova energia a un reparto che negli ultimi mesi ha perso brillantezza.

Equilibrio da ritrovare: la sfida gestionale di Chivu e della dirigenza

La difficoltà nel trovare continuità evidenzia un problema strutturale più che episodico. L’Inter costruisce gran parte della propria fase di gioco proprio sulle geometrie di Calhanoglu e sulla lettura esperta di Mkhitaryan; se entrambi vacillano, l’intera manovra perde fluidità. Da qui l’urgenza di impostare una transizione ordinata ma coraggiosa, che mantenga competitività e sostenibilità economica. Le prossime settimane chiariranno se si tratterà di un semplice aggiustamento o dell’inizio di una vera rivoluzione in mezzo al campo.

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Brando Guidacci

Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ  di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ  legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.

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