McKennie, l’equilibrio perfetto nel gioco di Spalletti: un ingranaggio diventato imprescindibile
In una Juventus che ritrova solidità e identità , Weston McKennie rappresenta oggi il volto della continuità . Il centrocampista statunitense è diventato per Luciano Spalletti molto più di un titolare: è un punto di riferimento tattico e tecnico. Sempre presente, sempre utile, capace di cambiare ritmo e posizione a seconda delle esigenze di gara. Contro il Benfica, nel match decisivo di Champions League, ha fornito un’altra prova da leader segnando la rete che ha blindato la vittoria e rilanciato la Juve verso i playoff europei.
L’americano, che da settimane figura tra i migliori in campo, interpreta con naturalezza ruoli diversi: interno, mezzala, talvolta esterno a tutta fascia. In ognuna di queste vesti mostra equilibrio, corsa e letture da giocatore maturo. Da agosto a oggi, diciassette presenze consecutive da titolare certificano la fiducia assoluta del tecnico di Certaldo, che raramente decide di risparmiargli minuti.
Numeri, consapevolezza e leadership: la svolta di un centrocampista totale
La crescita di McKennie è fotografata dai numeri: cinque gol e quattro assist stagionali, con marcature pesantissime arrivate contro Bodo, Pafos e Benfica. In tutte le circostanze si è trattato di reti che hanno indirizzato il risultato, a conferma della sua capacità di incidere nei momenti chiave. Ma ciò che convince ancora di più è la costanza con cui riesce a fondere intensità fisica e lucidità tattica, doti che rispecchiano il calcio verticale e disegnato nei dettagli da Spalletti.
All’interno dello spogliatoio, l’ex Schalke è oggi voce ascoltata e figura di riferimento per i più giovani. La sintonia con il tecnico, consolidata nel tempo, ha trasformato un giocatore duttile in un elemento irrinunciabile. McKennie è diventato il prototipo di centrocampista moderno: disciplinato, ma libero nella lettura dell’azione; ordinato, ma sempre pronto a rompere gli equilibri avversari.
Il nodo rinnovo e la volontĂ di continuitĂ
Fuori dal campo resta aperto il tema del rinnovo di contratto. L’attuale accordo scadrà a giugno, e tra le parti la distanza economica è chiara: il giocatore chiede circa 3,5 milioni, la Juventus ne mette sul tavolo 2,5. L’appuntamento per discutere il prolungamento è fissato per la primavera, ma il giudizio tecnico non lascia dubbi. Spalletti considera McKennie una pedina centrale del progetto e la sua conferma passerebbe anche dalle strategie future del club. In un gruppo che ha ritrovato compattezza e senso di appartenenza, perdere un elemento di tale equilibrio sarebbe un rischio difficilmente giustificabile.
Brando Guidacci
Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.
