Juventus, un passo falso che riapre vecchie fragilitĂ e nuovi interrogativi
La sconfitta della Juventus in casa del Cagliari ha riportato a galla limiti e incertezze che parevano superati. Il destro al volo di Mazzitelli nella ripresa ha punito una squadra ancora alla ricerca di continuità e identità , apparsa distratta in fase difensiva e poco incisiva davanti. Nella circostanza, l’errore di Perin ha amplificato le critiche, ma il vero problema sembra risiedere nella produzione offensiva, ormai insufficiente per una formazione che ambisce ai vertici.
Questo stop pesa nella corsa Champions League e, di fatto, mette fine alla rincorsa scudetto. Con l’Inter ormai distante dieci punti, la squadra di Spalletti è chiamata a concentrare energie mentali e fisiche sull’Europa e sul difficile playoff contro il Benfica, sfida decisiva anche sul piano economico per la programmazione del futuro.
Openda ai margini: un talento che fatica a entrare nel mondo Juve
Il caso più emblematico di questa fase complicata è quello di Lois Openda. Arrivato dal Lipsia in prestito oneroso da 4 milioni con obbligo di riscatto superiore ai 42 milioni, il belga non è ancora riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista. In cinque mesi, l’attaccante ha totalizzato 22 presenze, ma solo 7 da titolare, segnando appena 2 reti, una media di un gol ogni 640 minuti. Numeri che non possono soddisfare né il tecnico né la dirigenza.
Nei minuti in campo a Cagliari, subentrato nella ripresa, Openda non ha inciso. Qualche lampo nel finale, ma senza la freddezza necessaria per cambiare volto alla gara. Da riserva di David, il belga sembra non trovare sintonia né con Tudor né con Spalletti, apparendo ancora un corpo estraneo al progetto tecnico.
Strategie future e un reparto offensivo da ridefinire
Il futuro dell’attaccante resta incerto. Con il possibile arrivo di Mateta e l’eventuale conferma di David, lo spazio per Openda potrebbe ridursi ulteriormente. La società riflette sulla sostenibilità del riscatto e sulla necessità di riequilibrare un reparto offensivo che oggi appare sbilanciato.
L’investimento complessivo, vicino ai 46 milioni, pesa come un macigno se rapportato al rendimento. In casa Juve cresce così la convinzione che, per ripartire davvero, serviranno scelte coraggiose e una ridefinizione profonda della sua struttura d’attacco.
Brando Guidacci
Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.
