Mourinho e il Benfica in crisi di risultati: pazienza ai minimi, il Porto affonda il colpo
Un gol di Bednarek dopo appena un quarto d’ora ha deciso il clasico portoghese e aperto una nuova ferita nella stagione di José Mourinho. Il suo Benfica ha lasciato il campo del Porto con una sconfitta per 1-0 che pesa molto più del punteggio. Le statistiche raccontano di una squadra propositiva, capace di creare più del rivale, ma incapace di concretizzare. Per il tecnico portoghese è un colpo duro, perché il dato tecnico non coincide più con quello emotivo: intorno al club, la pazienza dei tifosi sta finendo.
Il momento generale è tutt’altro che sereno. In campionato il Benfica scivola al terzo posto, dieci punti di ritardo proprio dal Porto e tre dallo Sporting. In Champions League la situazione non è migliore: per rientrare nei playoff servirà un’impresa contro Juventus e Real Madrid. Dopo l’eliminazione nella coppa di lega per mano del Braga, la prospettiva di una stagione senza trofei è sempre più concreta. Le frustrazioni si riflettono sui social, dove una fetta consistente di sostenitori chiede un cambio immediato in panchina e critica anche la gestione del presidente Rui Costa.
Le parole di Mourinho e la risposta del Porto sui social
Lo Special One ha provato a difendere il lavoro della squadra, sottolineando come «abbia perso la formazione migliore», espressione che però non ha placato le polemiche. Secondo l’allenatore, il Benfica avrebbe dominato per lunghi tratti, costringendo il Porto a una fase difensiva prolungata. Ma la realtà del risultato e il crescente malumore della tifoseria rendono il messaggio poco efficace, simbolo di un divario tra percezione interna e pressione esterna.
A completare la serata amara c’è stata la provocazione del Porto sui social, ironicamente legata alle parole pronunciate da Mourinho alla vigilia: definire gli avversari come “la squadra più semplice da analizzare” è diventato materia di sfottò dopo il verdetto del campo. “Facile da analizzare, difficile da battere” è stata la risposta pungente dei biancazzurri, a suggellare un confronto che oggi appare anche simbolico: da una parte la storia di un allenatore abituato a vincere, dall’altra la realtà di una panchina che si fa ogni giorno più instabile.
Brando Guidacci
Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.
