Schuurs e il lungo addio: professionalitĂ e resistenza nel momento piĂą difficile
Il suo percorso con il Torino si è chiuso ufficialmente, ma l’impronta di Perr Schuurs resta indelebile tra i tifosi granata. Il difensore olandese, fermo da oltre due anni per la grave lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, ha salutato il club dopo un cammino interrotto proprio nel match del 21 ottobre 2023 contro l’Inter. Un infortunio che ha segnato la sua carriera e che, di fatto, ha impedito al giocatore di tornare in campo in Serie A.
L’ultimo atto è arrivato con la rescissione consensuale del contratto, una decisione condivisa con la società per permettergli di proseguire la riabilitazione in Olanda. Dietro l’ufficialità , c’è la storia di un professionista che non ha mai smesso di credere nel proprio recupero. Due anni senza partite ufficiali sono un’eternità per chi vive di ritmo e competizione, ma Schuurs ha affrontato questa attesa con la stessa compostezza che lo aveva contraddistinto in campo.
Il saluto del Torino e l’eredità di un difensore esemplare
Nel comunicato del club, il tono è stato quello di un congedo rispettoso e affettuoso. Urbano Cairo e tutto l’ambiente granata hanno salutato Schuurs sottolineandone professionalità , serietà e dedizione, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento anche fuori dal terreno di gioco. Non è un caso che il presidente abbia voluto ribadire come il legame con il giocatore resti intatto: «Torino è casa tua e tu sarai per sempre uno di noi», il concetto chiave di un messaggio intriso di riconoscenza.
Schuurs, dal canto suo, ha scelto parole sincere per ringraziare tifosi e società : l’infortunio del 2023 ha cambiato tutto, ma non il suo legame con la piazza. «Questo non è un addio, è un arrivederci», ha spiegato, confermando l’intenzione di continuare la riabilitazione per tornare a giocare. In quell’espressione c’è la mentalità di chi, nonostante la sfortuna, non rinuncia alla propria identità sportiva. Il suo addio segna la fine di un capitolo, ma anche l’esempio di un atleta che, pur lontano dal campo, ha saputo trasmettere un raro senso di appartenenza.
Brando Guidacci
Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.
