Spalletti e la regia che non c’è: Locatelli verso una svolta invernale
Il rapporto tra Luciano Spalletti e Manuel Locatelli continua a essere un incastro imperfetto. L’allenatore toscano, da sempre fedele a un’idea chiara di calcio costruito dal basso e basato su un vero playmaker, non considera il centrocampista bianconero il profilo ideale per guidare la manovra della Juventus e della Nazionale. Neppure i mesi di lavoro comune hanno mutato la sensazione di distanza tattica e caratteriale nata già in azzurro. Per questo, in vista della prossima finestra di gennaio, lo scenario di un addio non appare più solo ipotesi di mercato ma possibilità concreta, se arriverà un’offerta che soddisfi tutte le parti.
Spalletti ha sempre identificato nel regista basso il punto di equilibrio delle sue squadre. I modelli si chiamano Pizarro, Brozovic e Lobotka: giocatori capaci di pensare un attimo prima degli altri e dare ritmo alle uscite in costruzione. Locatelli, più incline all’interdizione e al dinamismo da mezzala, fatica a incarnare quel ruolo. Non stupisce quindi che, nelle riflessioni del tecnico, emerga la ricerca di un profilo capace di dare nuovi automatismi e geometrie alla manovra juventina.
L’ipotesi Hojbjerg e l’incrocio con Marsiglia
In quest’ottica ha preso corpo l’idea dello scambio tra Locatelli e Pierre-Emile Hojbjerg, attuale punto di riferimento del Marsiglia. Il danese, classe 1995, tre anni più esperto del regista bianconero, non corrisponde perfettamente al canone spallettiano ma garantisce intensità , copertura e un’applicazione tattica di livello europeo. Non sorprende quindi che Spalletti guardi con favore a un eventuale incastro tecnico, ritenendolo un miglioramento per equilibrio e postura di squadra.
Sullo sfondo resta però la posizione del club francese: Roberto De Zerbi, che ha lanciato Locatelli ai tempi del Sassuolo, apprezza il centrocampista italiano ma non intende privarsi di Hojbjerg, oggi capitano e secondo giocatore di movimento più utilizzato in stagione, con oltre 1.599 minuti all’attivo. Anche il presidente Pablo Longoria ha chiuso le porte: il danese è considerato imprescindibile nella corsa ai vertici della Ligue 1.
Un bivio tattico e identitario per la Juventus
La situazione impone dunque una riflessione profonda a Torino. L’eventuale uscita di Locatelli rappresenterebbe una cesura simbolica, quella del passaggio definitivo verso una Juventus più funzionale alle esigenze di Spalletti. Al di là delle trattative, il nodo resta tecnico: individuare un vero interprete della costruzione, capace di fondere ordine, coraggio e continuità . L’inverno si avvicina e, con esso, una decisione destinata a incidere non solo sul mercato ma anche sulla fisionomia del progetto bianconero.
Brando Guidacci
Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.
