Isaque costa giĂ  30 milioni: Serie A tagliata fuori

Brando Guidacci

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I club italiani e il mercato brasiliano: il ritardo che costa caro

Da anni si ripete lo stesso copione: il calcio italiano guarda con curiositĂ  ai giovani talenti del Brasile, ma spesso arriva quando i prezzi sono giĂ  schizzati alle stelle. Le regole sul tesseramento degli extracomunitari e una certa riluttanza al rischio hanno rallentato la capacitĂ  dei grandi club di muoversi in anticipo, lasciando ad altri campionati la possibilitĂ  di massimizzare il rapporto tra investimento e rendimento.

Inter, Juventus e Milan, insieme alla Roma, sono gli ultimi ad aver puntato l’attenzione su un protagonista della nuova generazione verdeoro: Isaque, trequartista paulista che oggi veste la maglia dello Shakhtar Donetsk. Acquistato appena un anno fa per circa 10 milioni più 2 di bonus, il classe 2005 si è messo in mostra firmando 7 gol e 7 assist in stagione. Una crescita esponenziale che ha portato la valutazione del club ucraino intorno ai 30 milioni.

Isaque, un talento giĂ  fuori portata per la Serie A

Il caso Isaque riassume alla perfezione il problema strutturale del nostro calcio: quando un talento brasiliano esplode, il suo costo diventa insostenibile per chi vorrebbe inserirlo in un progetto tecnico di medio periodo. La cifra triplicata in dodici mesi rende l’affare quasi impraticabile per i club italiani, mentre le società inglesi osservano con disponibilità economiche decisamente superiori.

Chelsea, Fulham, Nottingham Forest e Tottenham hanno già mostrato interesse concreto, confermando la forza d’attrazione del mercato di Premier League. Lo Shakhtar non sembra intenzionato a concedere sconti: deve infatti riconoscere una percentuale alla Fluminense (10%) e al giocatore stesso (7%) in caso di futura cessione. Margini di trattativa ridotti, dunque, che spostano inevitabilmente il baricentro verso l’estero.

Lezioni dal passato e prospettive per il futuro

Gli esempi di Ederson e Giovane con Salernitana e Verona, e di Wesley con la Roma, dovrebbero aver insegnato quanto possa essere redditizio puntare per tempo sul talento sudamericano. Tuttavia, il sistema continua a mostrarsi prudente e poco reattivo. Il rischio è quello di rimanere spettatori di una rivoluzione tecnica che parte dall’altra parte dell’oceano ma trova piena maturazione solo altrove, con l’Italia costretta ancora una volta a inseguire.

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Brando Guidacci

Appassionato fin dalla giovinezza delle emozionanti sfide della Liga e della Premier League, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il calcio europeo. Questa passione non solo mi ha portato a seguire con fervore ogni partita, ma mi ha anche ispirato a fondare e dirigere "Tuttocalcioestero", una piattaforma dedicata agli amanti del calcio di tutto il mondo. Attraverso questo progetto, ho avuto l'opportunitĂ  di condividere e discutere le ultime notizie, le analisi tattiche e le curiositĂ  legate alle leghe piĂą prestigiose d'Europa.

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